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Archivio per 15 Dicembre 2008

Rabbia che cova

In politica on 15 Dicembre 2008 at 10:58 am

Ieri ho sentito mio padre che vive in Abruzzo.Gli ho chiesto se era andato a votare.Mi ha risposto che non se la sentiva di perdere del tempo.Lui ha 80 anni e conosce molto bene i suoi corregionali.
Dalle prime indicazioni sull’affluenza sembra che tanti abbiano ragionato come lui.
Però la politica si occupa e si preoccupa di quelli che votano.Ed allora quando senti parlare di sondaggi che vogliono indicare cosa pensa il paese mi viene da dire che “il paese” non esiste.
Esiste una società polarizzata tra quelli che ancora spendono il loro tempo sul cercare le differenze negli schieramenti e quelli che stanno ai margini e non partecipano.
Questi ultimi sono tanti.Parcellizzati, individui senza bussole e punti di riferimento.L’estremizzazione dei mal di pancia di quelli che ci credono ancora.
E quindi cosa può sentire un “paese” che non esiste se non frustrazione e rabbia irrazionale?
Come lo si può interpretare?
Apri il giornale e leggi che Del Turco è deluso e si sposterà nel PDL, che Brunetta si interroga sulle profonde ed ingiuste discriminazioni subite dalle donne e propone-per porvi rimedio-intanto di farle lavorare di più,che la Fiat è solida-dice Chiamparino- anche se 40.000 persone sono da oggi in cassa integrazione e guadagneranno di meno proprio mentre un “deficiente” spiega loro di non cambiare il loro stile di vita e di continuare a consumare,che un anziano per avere un pezzo di plastica deve andare accompagnato dai figli in un ufficio postale dove gli spiegheranno di compilare papiri di carta per poter avere uno sconticino dal salumaio che intanto ha aumentato i prezzi mentre qualcuno in un ministero di Roma non contento del culo che quel poveraccio si deve fare lo minaccia anche che se si becca i 40 euro senza averne diritto e scrive cazzate sui papiri di carta lui lo saprà comunque perché (sempre lui) la  posizione fiscale di quell’ultra settantenne la conoscono bene e questo glielo scrive in fondo ai papiri che il poveraccio in fila da tre ore  non ha avuto il tempo di leggere per intero mentre quello dell’ufficio postale gli ha chiuso a lui ed ai suoi figli lo sportello sul muso.
Questi quando fanno disastri, dicono cazzate per consolarti e prenderti per il culo e creano strumenti improbabili che ti torturano nella tua miseria quotidiana, non vengono presi a calci nei coglioni e messi alla “gogna” in una piazza di paese. No, vengono ascoltati a futura memoria e si lamentano anche stizziti se qualcuno prova a metterli in gabbia buttando la chiave.
Intanto la pancia brontola e quelli non la sanno ascoltare perché sono distanti. Temo che qualcuno si sia messo in ascolto, approfittando delle nostre seghe mentali.Il problema è che è un qualcuno che non mi piace per nulla.

Questioni ed argomenti

In Culture ed opinioni on 15 Dicembre 2008 at 10:03 am

Marx e la matematica

Autore di pregevoli saggi (Sul concetto di funzione derivata e Sul differenziale) e studioso di matematica pura. È una dimensione poco conosciuta al grande pubblico quella del grande pensatore tedesco che emerge dalla lettura dei Manoscritti matematici, appena usciti in edizione italiana (pp. 196, euro 25,00) per Spirali a cura di Augusto Ponzio. È inutile ricordare che il pensatore di Treviri è molto più noto come il grande economista che ha scritto Il Capitale, come il filosofo che ha fondato il «materialismo storico», come il pensatore che ha inaugurato il «socialismo scientifico» e come l´attivista politico che, insieme a Friedrich Engels, ha scritto il Manifesto del partito comunista .

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Che differze tra destra e sinistra?

1. i movimenti e le teorie radicali degli anni ‘60 ‘70 hanno elaborato una visione critica complessiva della società capitalistica e dei suoi sviluppi, nella quale il progresso è considerato come dominio totalitario della ragione calcolante, il lavoro come dominio della produzione sulla vita dei soggetti e la mercificazione come riduzione del valore d’uso al valore di scambio.
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(fonte:http://urbiloquio.com)

L’autore segnala questo suo antico scritto su alcune intuizioni di Karl Marx, ancora utili oggi. Da Capitalismo Natura Socialismo, n. 109-116 (settembre-dicembre 1994)
E’ passato oltre un secolo e mezzo dalla redazione degli appunti, scritti in tedesco a Parigi dal ventiseienne Carlo Marx, su tre “quaderni”, pubblicati a Berlino nel 1932 col titolo: “Manoscritti economico-filosofici del1844″. I “Manoscritti” furono conosciuti in Italia subito dopo la Liberazione ed attrassero grande attenzione, anzi ebbero presto una certa celebrità. Due traduzioni parziali in italiano erano apparse nel 1947, una a Bologna a cura di Galvano Della Volpe e l’altra a Pisa a cura di Delio Cantimori; una traduzione completa a cura di Norberto Bobbio fu pubblicata da Einaudi nel 1949, seguita da un’altra traduzione di Della Volpe pubblicata nel 1950 dalle Edizioni Rinascita, con varie ristampe a cura degli Editori Riuniti (“Opere filosofiche giovanili” di Marx). Nel 1968 Bobbio pubblicò un’altra traduzione, tenendo conto delle edizioni critiche apparse nel frattempo. Delle edizioni pubblicate da Einaudi e dagli Editori Riuniti sono fortunatamente ancora disponibili varie ristampe.
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Ecologismo e decrescita

…conciliare il pensiero socialista e la seconda legge della termodinamica e operare la sintesi tra Marx, Darwin e Carnot.

E’ un vero peccato, forse una tragedia, che il rapporto tra Serghei Podolinsky (1850-1891), aristocratico e scienziato ucraino esiliato in Francia, e Karl Marx sia stato tanto breve. Quel geniale precursore dell’economia ecologica tentava, in effetti, di conciliare il pensiero socialista e la seconda legge della termodinamica e di operare la sintesi tra Marx, Darwin e Carnot. Sovraccarico di lavoro e poco aggiornato sulle questioni scientifiche, Marx ha avuto il torto, senza dubbio, di delegare al suo amico Engels la valutazione del dossier. Imbevuto della concezione positivista e meccanicista della scienza, quest’ultimo semplicemente non ha compreso la posta in gioco nella ricerca e ha concluso che era priva di interesse. Il timido proseguimento di questo tentativo dopo la rivoluzione d’ottobre con Vernadsky ha avuto un destino ancora più drammatico e l’ecologia russa è stata letteralmente liquidata da Stalin nei gulag siberiani.
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